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SOTTO LA NEVE, IL PANE

19 Febbraio 2019 by in category Educazione with 0 and 0

Sotto la neve, il pane

L’inverno come risorsa educativa

“Sotto la neve, il pane” è un vecchio detto della tradizione agricola. Sta a significare che un buon raccolto di grano e di conseguenza farina per il pane, nasce da una buona nevicata. I saggi contadini non distinguono il ‘bel tempo’ dal ‘brutto tempo’, perché sanno che molto spesso un’abbondante pioggia invernale salva il raccolto o che la temperatura sotto lo zero protegge le colture dai parassiti.

Viviamo in un periodo in cui il tempo e le questioni meteorologiche sono al centro delle nostre attenzioni e spesso tante famiglie si sentono costrette a ri-organizzare i propri piani:   -“Sta piovendo, non si può uscire!” oppure -“Fa troppo freddo! Non vorrai prenderti un raffreddore!?”.

A queste famiglie sfugge che i bambini si ammalano più in inverno che in estate non perché fa freddo, ma perché, a causa del freddo, ci chiudiamo in casa. Preferiamo scuole con le condense ai vetri piuttosto che gocce d’acqua sugli impermeabili, privilegiamo divano e coperta a pozzanghere e mani sporche di fango. I bambini hanno il diritto all’inverno, al freddo, alla pioggia e alla neve e hanno la facoltà di viverlo senza accollarsi la paura (dei genitori) di ammalarsi.

L’inverno in natura detta un ritmo diverso da tutte le altre stagioni: un tempo lento e graduale fatto di contemplazione, di esperienze sensoriali, di attese e di scoperte inattese. In campagna, in giardino o nel parco i bambini toccano con mano il passare delle stagioni e anche quando il sole non fa capolino c’è sempre qualcosa di interessante da esplorare.

Il maestro Gianfranco Zavalloni, ideatore dei “Diritti Naturali dei Bambini”, scrisse che “non esiste un buono o un cattivo tempo, ma una buona o cattiva attrezzatura”, e allora perché non munire i bambini di impermeabili e stivaletti e far entrare nei loro piccoli polmoni un po’ di aria fresca e sana?

Diamo loro la possibilità di vivere l’esperienza della pioggia, di alzare il viso al cielo e sentire l’acqua che scorre nelle guance, di camminare sulla terra gonfia d’acqua, di toccare le foglie secche, umide e sporche, di tastare uno stagno gelato.

Non si ammaleranno, ci ringrazieranno.

Nei paesi Nordici i neonati dormono fuori dai locali con una temperatura sotto lo zero e ricerche testimoniano che sono bambini che hanno una qualità del sonno migliore, sono meno soggetti ad influenze e che al loro risveglio sono più reattivi.

Il freddo fa proprio questo: ci fa sentire vivi, vibranti, attivi. Spinge i bambini ad ingegnarsi perché all’aria aperta, in inverno, (a detta degli adulti) non c’è nulla di interessante.

Facciamo tante cose per far ammalare meno i bambini, eppure teniamo i nostri alimenti al fresco, nel frigorifero o nel freezer per evitare che i batteri proliferino. Riempiamo le loro agende di appuntamenti in luoghi chiusi e affollati, eppure il sole è il più grande disinfettante della natura: uccide germi e virus.

Le malattie più gravi sono diffuse nelle zone più calde del Pianeta.

Madre Natura ha fornito a tutti gli esseri viventi organi specializzati per adattarsi all’ambiente, e quindi anche all’inverno, tranne all’uomo. L’uomo è un essere manchevole: non ha una pelliccia per difendersi dal freddo, non può migrare o andare in letargo. A lui, però, è stato fatto un regalo più prezioso: la ragione. Diamo la possibilità ai bambini di vedere che il vento dona alle nuvole forme straordinarie, che con il fango si creano sculture incredibili, che dalla bocca esce il fumo come ai draghi e che il naso diventa rosso dal freddo… ma se sono ben coperto non può succedermi nulla.

Buon inverno!

Dott.ssa Brenda Cerioni Pedagogista

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