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PRATICARE SPORT RENDE I BAMBINI PIU’ INTELLIGENTI

22 Marzo 2019 by in category Educazione, Pedagogia with 0 and 0

I vantaggi dello sport sul rendimenti scolastico

Un bambino sta tornando a casa da scuola e nel suo zaino c’è un quaderno di matematica dove è stampato un altro bel 4 sulla verifica svolta in mattinata.

Questo bambino sa che nel pomeriggio lo aspetteranno l’allenatore e la sua squadra di amici ma, al tempo stesso, è consapevole che, a causa dello scarso rendimento scolastico delle ultime settimane, mamma e papà lo faranno restare a casa per studiare meglio la matematica.

Frasi come “Oggi mio figlio non può venire ad allenamento perché deve studiare” oppure “Hai preso 5 in grammatica? Domani non andrai alla partita!” risuonano spesso nelle discussioni tra genitori e figli e il confine tra l’importanza di buoni risultati scolastici e i benefici psico-fisici dello sport diventa molto labile.

A cosa dare la priorità: alla scuola o allo sport? E’ giusto che gli allenamenti e le partite siano un riconoscimento per i successi scolastici o devono essere una costante indipendente al rendimento nello studio?

Mens sana in corpore sano recitavano i latini in epoca classica rendendo già chiara la connessione tra attività fisica e funzioni cognitive (intelligenza, memoria e conoscenza). Diverse ricerche attuali confermano quanto già scritto in passato: se in pagella c’è qualche insufficienza è meglio non vietare l’esercizio fisico ai bambini: piuttosto, una bella corsa all’aria aperta può aiutare a migliorare i voti negativi.

Come è possibile?

Uno studio effettuato negli Stati Uniti ha sottoposto per 10 anni, ogni 2 anni, dei ragazzi tra i 4 ed i 21 anni a delle risonanze magnetiche, per capire lo sviluppo dei neuroni. Si è visto che l’attività fisica migliorava il nutrimento dei neuroni stessi, ma anche le connessioni e le interazioni tra aree diverse del cervello.

Una delle possibili spiegazioni è legata all’aumento della circolazione sanguigna. Il movimento aumenta l’apporto di sangue ai tessuti e quindi anche al cervello, compresa l’area dove risiedono la capacità di apprendere, l’attenzione e la memoria. Più sangue arriva al cervello, più neuroni nuovi rimarranno attivi e a disposizione delle funzioni intellettive più elevate che richiedono concentrazione e ragionamento.

La ricerca in questione ha inoltre dimostrato che la pratica di differenti discipline sportive in età evolutiva stimola in modo diverso le capacità cognitive. E’ consigliabile, quindi, far sperimentare ai bambini tra i 5 e i 12 anni sport differenti tra loro così da sviluppare differenti capacità motorie e percettive, e quindi migliori capacità intellettuali.

Ma ci sono discipline sportive che influiscono in maniera maggiore sull’incremento delle capacità cognitive?

Tutti gli sport, se praticati in modo ludico, educativo e formativo apportano benefici e benessere generale nei bambini. Ci sono delle pratiche sportive però che, più di altre, rinforzano le sinapsi esistenti e ne creano di nuove.

  • Discipline che non affaticano esageratamente i bambini
  • Discipline simmetriche e complesse, che impiegano allo stesso tempo entrambi gli arti, sia la parte superiore e inferiore del corpo e che non si basino su movimenti automatizzati
  • Discipline di squadra, Discipline con la palla e Discipline che prevedono il confronto diretto tra due coetanei
  • Discipline che coltivino l’agonismo ma che non lo esasperino. L’agonismo, se gestito da un Istruttore esperto (meglio ancora se affiancato da un Educatore, Pedagogista o Psicomotricista) è un decongestionante psichico che favorisce la crescita psichica ed emotiva del piccolo atleta.

I benefici a livello intellettivo, come quelli psico-fisici si attuano SOLO se lo sport è vissuto come un piacere: NON come un premio per un bel voto e NON come un tempo sottratto allo studio di discipline scolastiche. NON esiste una priorità tra la pratica sportiva e lo studio pomeridiano: essi sono direttamente proporzionali, se vissuti serenamente dal bambino e dalla sua famiglia.

Quando un bambino si infila la divisa dello sport e chiude il portone di casa, lascia alle spalle i brutti voti, le incomprensioni con i suoi coetanei, i litigi con mamma e papà.

Ecco, care famiglie, prendiamo esempio dai più piccoli: lasciamo tra le mura domestiche i dissapori scolastici, ora è il momento di fare il tifo!

 

Articolo della

Dott.ssa Brenda Cerioni – Pedagogista

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